Il Prefetto: “L´amministrazione comunale va sciolta subito”

10/06/2012

Il Prefetto: “L´amministrazione comunale va sciolta subito”

Ecco quanto scrive il Giornale di Sicilia di oggi 10 giugno a firma di Leopoldo Gargano:

Sciogliere subito per infiltrazioni mafiose il Comune di Misilmeri. Questo il contenuto della relazione partita dalla prefettura di Palermo dove sono stati ascoltati inquirenti, investigatori e rappresentati del Comune di Palermo e della Provincia. A Misilmeri non sono stati nemmeno inviati gli ispettori per i l cosiddetto «accesso agli atti», dato che i risultati dell´indagine condotta dalla Direzione distrettuale antimafia e dai carabinieri del nucleo operativo sono stati ritenuti più che sufficienti per la proposta di scioglimento. Dunque niente «accesso», ma proposta diretta di scioglimento. Un iter eccezionale, con pochissimi precedenti in tutta Italia, per una situazione giudicata eccezionale.

Adesso la decisione spetta prima al Ministero dell’Interno e poi al Consiglio dei Ministri ed i tempi dovrebbero essere strettissimi, probabilmente entro la fine del mese.

L´ex presidente del consiglio comunale, Giuseppe Cimò, è sotto inchiesta per mafia e l´operazione «Sisma» dei carabinieri condotta nell´aprile scorso ha svelato la fitta rete di relazioni del boss, Francesco Lo Gerfo che in pratica controllava la vita amministrativa del paese. Cimò è sospettato di avere agevolato i clan nell´ aggiudicazione di lavori pubblici.

In sostanza, avrebbe chiesto all’ex capo dell’ufficio tecnico di revocare una gara d’appalto che aveva escluso la “Falletta Mariano snc”, una ditta di igiene ambientale che si è occupata del servizio di raccolta rifiuti nel paese.

In realtà secondo l´accusa il vero titolare era Lo Gerfo e l´azienda serviva a infiltrare la pubblica amministrazione, pilotare posti di lavoro, controllare l´economia della zona. L´impresa è stata sequestrata dai carabinieri nell´ambito della retata sulla cosca di Misilmeri conclusa con 4 arresti e adesso è amministrata da un professionista nominato dal tribunale.

Il controllo mafioso del settore chiave dei rifiuti serviva non solo ad intercettare gli appalti milionari del Coinres ma anche a pilotare le assunzioni a pioggia che movimentavano centinaia di voti. Inoltre Lo Gerfo puntava alle licenze per i distributori di carburante da intestare poi a prestanome, al reclutamento di ausiliari del traffico, pagati con soldi pubblici, e ai terreni agricoli da trasformare in edificabili per moltiplicarne il valore. Insomma il capo cosca, stando alla ricostruzione della procura, era diventato l´autorità principale di Misilmeri, in grado di pilotare pacchetti di voti e orientare le scelte dell´amministrazione.

Dopo l´indagine di Dda e carabinieri, i consiglieri comunali si sono dimessi in massa e adesso si aspetta da Roma la decisione sullo scioglimento. Il municipio già due volte è stato sciolto per mafia, nel 1992 e nel ´98.

«Ribadisco la totale fiducia nel lavoro prezioso e meticoloso che la magistratura sta svolgendo – ha detto in precedenza il sindaco Piero D´Ai -. Ma voglio con forza affermare che l´amministrazione comunale non può essere nemmeno sfiorata dal sospetto che abbia ceduto a pressioni criminali. In ordine ai fatti relativi ad appalti ottenuti dalla ditta Falletta, coinvolta nella indagine “Sisma”, confermo che con la mia amministrazione tale impresa non ha mai ottenuto appalti, aggiudicazioni e affidamenti diretti».

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