alga tossica ovata ostreopsis ADESIONI ALL’INIZIATIVA FIRMA ANCHE TU

ADESIONI ALL’INIZIATIVA FIRMA ANCHE TU

Comitato Cittadino Isola Pulita

adesioni pervenute alla PETIZIONE

°Interrogazione al Senato della Repubblica

°Interrogazione alla Camera dei Deputati

°Centro Culturale Peppino Impastato di Cinisi

°Il deputato regionale Salvino Caputo presenta un’interrogazione al Presidente della Regione Sicilia e all’assessore alla Sanità.

°10 luglio 2006 comunicato stampa del presidente dei verdi Alberto Mangano

SENATO DELLA REPUBBLICA
Gruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
Il Presidente Senato della Repubblica Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro dell’Ambiente
Premesso che:
tra il pomeriggio dell’ 8/7 e la mattina del 9/7 del 2006 ad Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, almeno una quarantina di persone sono state costrette a ricorrere a cure mediche presso
le locali strutture sanitarie del palermitano;
sintomi accusati con più frequenza sono stati: dermatite diffusa in tutto il corpo, congiuntivite allergiche accompagnate da vistosi arrossamenti agli occhi, crisi di lacrimazione e prurito oculare,gastroenterite con gravi crisi di vomito ed acuti mali allo stomaco, rinite,mal di testa e sintomi di allergia;
nella maggior parte dei casi è stata prescritta la somministrazione di bentelan;
varie sono le ipotesi che possono aver originato questa emergenza sanitaria; le testimonianze dei cittadini coinvolti riferiscono l’avvistamento di una nave cargo che sostava nei pressi dell’isolotto di Isola; la presenza nella mattinata di sabato, di chiazze di alghe rosse in mare.
E’ stato ipotizzato, inoltre, un eventuale scarico a mare di sostanze inquinanti.
in spiaggia molti cittadini sostenevano la possibile presenza di una nube tossica;
nei pressi di Isola delle Femmine è situata una fabbrica della Italcementi.
Si interroga il Ministro per sapere:
se non ritenga di intervenire presso la locale Capitaneria di Porto affinchè si rendano pubbliche le analisi sui campioni d’acqua prelevati;
se non reputi opportuno che siano resi pubblici i dati dall’ARPA (azienda regionale per l’ambiente) relativi all’inquinamento della zona e quelli riguardanti le rilevazioni delle emissioni della Italcementi ;
se risponda al vero che le autorità sanitarie abbiano informato i Carabinieri dei fatti e se si con quali esiti;
quali provvedimenti intenda intraprendere per tutelare la salute dei cittadini e per preservare l’ambiente di Isola delle Femmine.
Roma 13-7-2006 Sen. Giovanni Russo Spena

La stessa interrogazione parlamentare è stata presentata in data odierna alla Camera a cura di Daniela Dioguardi di Rifondazione Comunista inoltre l’adesione è pervenuta dal centro culturale Peppino Impastato di Cinisi

Ho inoltrato il testo della petizione a Telejato. Puoi anche inserire tra le adesioni quella dell’Associazione Culturale Onlus Peppino Impastato di Cinisi, di cui sono presidente. Tienimi informato sugli sviluppi della vicenda. Ciao.—-Messaggio originale—-Da: giuseppeciampolillo@virgilio.itData: 11-lug-2006 12.39 PMA: “TV Isola Tele jato Salvo Vitale”<salvo_vitale@virgilio.it>Ogg: petizione_isola_pulita.pdf

 
MARTEDI’ 18 LUGLIO ALLE ORE 21 ASSEMBLEA PUBBLICA

SALA CONSILIARE di Isola delle Femmine

16 luglio 2006
da Repubblica e Giornale di Sicilia:

Giornale di Sicilia “…….L’allarme alga tossica comincia a rientrare anche se quanto è successo deve far riflettere…”

Repubblica ” MARE MALATO, SICILIA INDIFESA . Si moltiplicano gli allarmi. I tecnici :Scarsi i controlli: I pescatori denunciano la presenza di scarichi industriali pericolosi. Il Sindaco non può sottovalutare la delicatezza della situazione, ingenerando equivoci e confusioni alla popolazione, sostiene l’associazione ambientalista…all’altezza dello svincolo di Carini, in località Ciachea, i pescatori che calano le reti al pomeriggio e all’alba le ritirano, segnalano la presenza di sostanze inquinanti nell’acqua, provenienti da qualche scarico industriale allacciato alla condotta. Un rigoroso monitoraggio delle spiagge e più vigilanza sugli scarichi produttivi è quello che chiede Salvino Caputo, deputato regionale di An, in una interrogazione al Presidente della Regione e all’assessorato alla sanità…

 

10 luglio 2006 Comunicato stampa – Verdi –

FEDERAZIONE DI PALERMO
via Libertà165, tel 6260232
www.verdisicilia.it

“sarà un’estate particolarmente inquinata!”
Senza voler apparire catastrofisti sembra che questa estate sia iniziata all’insegna dell’inquinamento dell’aria e del mare. Dopo la chiazza di petrolio che ha investito Ustica, ultimo in ordine di tempo il caso di Isola delle Femmine dove domenica alcune decine di bagnanti hanno dovuto ricorrere alle cure della guardia medica. Esprimiamo una forte preoccupazione per il ripetersi di episodi rispetto ai quali si evince una indifferenza delle Autorità amministrative locali e regionali rispetto ad un corretto uso del territorio e del mare e soprattutto l’assenza totale di controlli. Chiederemo, con i dovuti atti ispettivi, alla Provincia e alla Regione di attivare e intensificare i controlli per tutelare la salute dei cittadini ed impedire che la stagione possa essere compromessa con gli evidenti danni al turismo locale.

Palermo, 10 luglio 2006

Il Presidente dei VERDI di Palermo Alberto Mangano

 
 
 

L’ alga killer viene dai Tropici

 

‘Scarichi tossici nel golfo di Isola’ esposto in Procura degli ambientalisti

 

Repubblica — 12 luglio 2006 pagina 7 sezione: PALERMO

 
Si sospetta l’ inquinamento per spiegare i malori avvertiti da residenti e villeggianti di Isola delle Femmine nello scorso week-end. Secondo un gruppo di ambientalisti, rappresentati da Mario Ajello, presidente dell’ Associazione per la difesa del mare e del territorio, la causa sarebbe da imputare a uno scarico abusivo nel golfo di Carini. Le ipotesi, fino a ora, sono state le più disparate: c’ è chi ha ritenuto che i sintomi fossero collegati a un’ alga tossica, proliferata a largo e portata a riva dal vento di maestrale, ma c’ è anche chi ha giurato di aver visto venerdì scorso una imbarcazione sospetta a largo dell’ Isolotto che avrebbe scaricato in mare le acque di sentina. Il giallo sui malori che, puntualmente, si ripetono ogni anno si infittisce ma i residenti di quel tratto di litorale sono pronti a dar battaglia. L’ ex sindaco di Isola, Stefano Bologna, punta il dito contro l’ area industriale: «Questi problemi sono sotto gli occhi di tutti ma fino ad ora non si è fatto nulla. Mi chiedo se il depuratore funzioni come dovrebbe». Secondo Mario Ajello il problema dell’ inquinamento è invece da imputare a una industria delle zona che scarica abusivamente rifiuti chimici. Già un anno fa, esattamente il 19 luglio, aveva presentato un esposto in Procura per far luce sui fenomeni di inquinamento marino. Quest’ anno ci riprova, presentando una nuova denuncia, visto che «nulla è stato fatto – dice Ajello – è urgente la convocazione di un tavolo tecnico tra l’ Arpa, i sindaci di Isola, Carini, Capaci e Torretta, e il consorzio Asi per cercare di risolvere la questione. I villeggianti hanno paura e così si vive nell’ incertezza». Ieri mattina i tecnici dell’ Arpa hanno effettuato un altro sopralluogo e prelevato dieci campioni di acqua vicino alla riva e a largo dell’ Isolotto: «Al momento non si esclude nulla – dicono dall’ Arpa – I sintomi sembrano quelli da intossicazione da alga ma è strano che questo fenomeno si verifica ogni anno nello stesso periodo anche se in condizioni climatiche diverse». Secondo un dipendente del lido La Sirenetta, che preferisce rimanere anonimo, è l’ inquinamento la causa dei malori: «Non ci prendano in giro. Ho sentito distintamente l’ odore di un acido. Non è un semplice scarico abusivo ma è colpa di una fabbrica». Alessandro Albanese, responsabile dell’ area industriale rassicura: «Il depuratore è controllato da verifiche quotidiane. Insieme ai sindaci di questa zona mettiamoci intorno a un tavolo e ragioniamo sulla fabbrica che potrebbe scaricare abusivamente, magari direttamente nel torrente Ciachea. Aspettiamo le analisi e agiamo di conseguenza». Ma nel frattempo la preoccupazione tra gli abitanti aumenta. «Vengono tutti con gli stessi sintomi – dice Antonietta Di Mino, titolare della farmacia di Isola – sensazione di stanchezza, gola arrossata a difficoltà nella respirazione. Molte delle ricette che ho visto prescrivevano del cortisone. Ogni anno si verifica un fenomeno simile». A monitorare costantemente la situazione è il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello: «Oggi ancora due persone si sono rivolte alla guardia medica con la stessa sintomatologia lamentata dagli altri. Hanno cominciato a star male sabato scorso. In totale sono più di venti casi. Mi rendo conto che la situazione è spiacevole. Stiamo facendo il possibile per risolvere al più presto il problema. La gente è ritornata in spiaggia ma dobbiamo essere in grado di assicurare che appena cambia il vento non succeda di nuovo». – ADRIANA FALSONE
 
 
 
 
L’ alga killer viene dai Tropici
 

Repubblica — 13 luglio 2006 pagina 5 sezione: PALERMO

 
è l’ alga Ostreopsis, una microalga di origine tropicale, la causa dei malesseri che hanno colpito decine di bagnanti da sabato scorso tra Isola delle Femmine e Capaci. Ad anticipare una parte delle analisi ancora in corso nei laboratori dell’ Arpa, l’ Agenzia regionale protezione e ambiente, è il direttore Sergio Marino: «Abbiamo effettuato vari esami sia in fondo al mare che a terra – spiega – e da questi risulta la presenza di varie alghe, tra cui quella tossica dell’ Ostreopsis, che se inalata determina difficoltà respiratorie. Si tratta di una fioritura eccezionale dovuta alle alte temperature e all’ abbondanza di nutrienti. Un fenomeno analogo si è verificato l’ anno scorso a Bagheria, lungo il litorale di Aspra. Ci sono ancora in corso altre indagini, e al termine decideremo se il tratto di spiaggia tra Capaci e Isola delle Femmine, debba essere vietato alla balneazione. Continueremo a tenere sotto controllo la situazione». Di quest’ alga tossica, è stata scoperta una grande quantità sui fondali vicini alla costa. Con l’ alta luminosità, queste alghe producono per fotosintesi le tossine che poi con il vento di maestrale vengono sprigionate nell’ aria. E così nei giorni scorsi, molte persone che si trovavano a mare a Isola delle Femmine hanno accusato febbre, bruciore di gola, asma, anche senza fare il bagno. Come Tommaso Saputo, che si è sentito male solo per avere respirato quell’ aria. «Ho sentito prima un bruciore alla gola – dice – poi dopo qualche ora ho avuto qualche colpo di tosse. E ho avuto anche la febbre a 38 e mezzo». Anche Pippo Catania, che ha un villino a Isola delle Femmine, sabato scorso, si è sentito male: «Ho avvertito un malessere e bruciore alla gola. Sono specialista in malattie respiratorie, bisogna verificare le conseguenze che può portare quest’ alga». Per Rossella Barone, docente di botanica all’ Università di Palermo, «fortunatamente i casi di sindromi gravi registrati in paesi tropicali, in Sicilia non hanno motivo di verificarsi perché non ci sono pesci erbivori che si nutrono di queste alghe e che se consumati dall’ uomo, possono provocare disturbi respiratori più seri. Sono alghe che proliferano perché si nutrono di sali di azoto e fosforo e l’ eccessiva concentrazione di questi elementi, per lo più legata agli scarichi delle acque di fogna mal depurati è una condizione necessaria per la “fioritura” ». Una dinamica che avvalora la denuncia delle associazioni ambientaliste di uno scarico abusivo a Carini. Oggi, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello potrebbe decidere di vietare la balneazione di concerto con il sindaco di Capaci: «Aspettiamo di conoscere tutti gli esami e di conseguenza ci adegueremo. Se dobbiamo vietare la balneazione, lo faremo». Ieri non sono stati segnalati altri casi di malesseri. «Non ci sono stati altri pazienti con questi malori – dicono dalla guardia medica di Isola delle Femmine – anche perché le spiagge dopo i primi casi sono molto meno frequentate». – Isabella Napoli
 
 
 
 
 

Cartelli per segnalare l’ alga tossica le spiagge sono sempre più vuote

 

Repubblica — 14 luglio 2006 pagina 6 sezione: PALERMO

 
UNA presenza «massiccia» di Ostreopsis ovata, una microalga tossica che ricopre gli scogli nel litorale tra Capaci e Isola delle Femmine. Le analisi compiute martedì scorso dall’ Arpa hanno anche rilevato una concentrazione tra le 8.000 e le 10.000 cellule per litro nei campioni d’ acqua. E’ questo il dettaglio delle analisi che l’ agenzia regionale per la protezione dell’ ambiente ha effettuato lungo il tratto di costa dove da sabato scorso decine di bagnanti hanno accusato disturbi respiratori. E oggi il sindaco di Isola delle Femmine deciderà il da farsi. Probabilmente, anziché un divieto assoluto di balneazione, saranno predisposti dei cartelli che indicano la presenza dell’ alga e i rischi che si possono correre. Adesso, gli accertamenti verranno estesi anche ad altre aree dove il fenomeno si è verificato in passato ovvero ad Aspra, nel lungomare di Bagheria, dove a settembre 2005 l’ Ostreopis ha invaso il litorale provocando gli stessi disturbi. Sintomi che, precisano i tecnici dell’ Arpa, si manifestano «in giornate con moto ondoso elevato» quando «le mareggiare provocano il distaccamento dal fondale delle macroalghe ospite, che si accumulano sulla riva assieme alla Ostreopis ovata». Ieri, non si sono verificati casi di malori anche perché i bagnanti hanno cominciato a disertare i lidi tra Capaci e Isola delle Femmine. «Molti titolari cominciano a parlare di stagione compromessa – dice il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello – e dell’ ipotesi di restituire i soldi degli abbonamenti estivi ai soci». La presenza di queste microalghe nei mari del Mediterraneo e in Sicilia rientra nel processo di “tropicalizzazione”. «Il cambiamento climatico e il riscaldamento della temperatura dell’ acqua – spiega Franco Andaloro, biologo dell’ Icram, Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare – con la conseguente inversione delle correnti in profondità hanno determinato negli ultimi dieci anni una proliferazione di nuove specie provenienti dal Mar Rosso nei mari mediterranei e nel canale di Sicilia». Sul caso dell’ alga tossica, ieri ha presentato un’ interrogazione al ministro dell’ Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio il presidente del gruppo di Rifondazione comunista al Senato Giovanni Russo Spena. Nell’ interrogazione, si chiede al ministro di intervenire presso la locale capitaneria di porto perché «siano rese pubbliche le analisi sui campioni d’ acqua prelevati e i dati dell’ Arpa relativi all’ inquinamento della zona e quali provvedimenti intenda intraprendere per tutelare la salute dei cittadini». Un’ altra interrogazione è stata presentata da Daniela Dioguardi, deputata palermitana di Rifondazione alla Camera. Anche a Mondello, dopo che sia Legambiente che l’ Albaria hanno rilevato la presenza di batteri nell’ acqua, la stagione balneare non si preannuncia rosea. Ieri il mare era di nuovo sporco. «Alcuni bagnanti – racconta Vincenzo Baglione, direttore dell’ Albaria – hanno ritrovato un topo morto vicino alla battigia». Le analisi effettuate dagli ambientalisti e dal circolo contraddicono, però. i risultati del monitoraggio effettuato sulla costa dall’ Arpa. «Non abbiamo rilevato valori superiori ai limiti di legge – dicono i tecnici dell’ Agenzia – il nostro monitoraggio viene effettuato due volte al mese e in dieci punti differenti della costa. I divieti di balneazione scattano solo dopo cinque risultati che indicano l’ inquinamento. Il caso segnalato dagli ambientalisti potrebbe essere solo un fenomeno momentaneo. La prossima settimana, effettueremo altre analisi». Un altro allarme inquinamento è scoppiato anche a San Vito Lo Capo dove ieri è stata transennata una parte della spiaggia di fronte all’ hotel Egitarso. Il Comune ha messo un cartello di divieto di balneazione ma i villeggianti sono preoccupati perché già da alcuni giorni l’ acqua è sporca e alcuni bambini soffrono di febbre e dissenteria. «Ci hanno detto che il 7 luglio, un acquazzone ha fatto scoppiare un tombino e ha provocato un versamento dalla fognatura al mare – spiega Cristina Mastroianni, tra i residenti estivi che ieri hanno organizzato un sit-in di protesta di fronte al Comune – mia figlia ha una strana febbre provocata da un’ infezione presa con tutta probabilità a mare. Fa i bagni in queste acque da dieci giorni. Mi chiedo perché il Comune non abbia preso provvedimenti prima per tutelare la nostra salute». – ISABELLA NAPOLI
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/07/14/cartelli-per-segnalare-alga-tossica-le.html
 

In spiaggia l’ alga non fa paura ‘Un po’ di tosse, ora è tutto ok’

 

Repubblica — 15 luglio 2006 pagina 2 sezione: PALERMO

 
è passata una settimana da quando l’ alga rossa ha mandato all’ ospedale decine di bagnanti con tosse, febbre e attacchi allergici. Ieri, dopo che l’ Arpa ha confermato la presenza della pericolosa Ostreopsis ovata sul lungomare tra Capaci e Isola delle Femmine, sembra che sia tornata la calma e che la spiaggia si stia lentamente ripopolando. Una calma apparente: gli stessi titolari dei lidi appaiono spaventati dal rischio di un nuovo forte vento che diffonda le microalghe nell’ aria e ammettono che la zona è da anni a rischio. «Già quattro anni fa – dice Gianni Battaglia, titolare del lido Sport Battaglia – c’ era stato un fenomeno del genere. Quest’ anno è durato solo sabato e domenica scorsi, a causa del vento e delle mareggiate, poi tutto è tornato alla normalità». Ma, pur di salvare la stagione che è ormai al suo clou, i gestori di stabilimenti e bar sulla spiaggia sono pronti a rischiare qualche colpo di tosse, e nel peggiore dei casi pure febbre e asma. A raccontarlo è Maurizio Furceri, della cooperativa Genius che gestisce la spiaggia libera attrezzata del Comune di Isola delle Femmine. «Abbiamo tutti sofferto di tosse e di altri sintomi simili a quelli di un’ influenza – dice – ora stiamo meglio, anche perché è passato quel forte vento dello scorso fine settimana. Non si sono più verificati altri casi, e da un paio di giorni c’ è più gente». In questo tratto di litorale la calma è tornata con la bonaccia, e sembra lontano lo spettro della “tropicalizzazione”, il riscaldamento dell’ acqua con la proliferazione di specie tropicali, come queste microalghe di cui hanno parlato in questi giorni esperti di ecologia e biologi. Dei Tropici si cerca semmai di evocare le atmosfere positive, offrendo riparo ai bagnanti sotto ombrelloni di paglia hawaiana o intrattenendoli sulla spiaggia con lezioni di aerobica tenute da avvenenti istruttrici in bikini. Molti si lasciano contagiare dalla piacevole atmosfera: «Sono di Milano, ma d’ estate vengo qui a passare le ferie – dice Giovanni Garullo – nell’ Adriatico, che è molto più sporco e pieno di mucillagine, la gente fa il bagno lo stesso». Per Davide e Carmen Colletta, marito e moglie, è la prima settimana di ferie: non sono informati di quello che è successo lo scorso weekend. Ma la signora racconta che sabato scorso ha avuto anche lei un brutto episodio allergico. «Pensavo che fosse la paglia degli ombrelloni – dice – ho avuto un fortissimo raffreddore, come una rinite allergica. Ero stata tutta la giornata al mare». C’ è chi giura che in questo mare non si bagnerà più. Come Patrizia Guccione, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all’ Arpa per quanto accaduto a lei e alla sua famiglia lo scorso sabato. «Facevo il bagno sulla spiaggia libera di Capaci con mio marito e i miei due figli di nove anni e 19 mesi – racconta – dopo alcune ore abbiamo avuto tutti e quattro una specie di attacco allergico, con continui starnuti e incessanti colpi di tosse. Tornati a casa, avevamo la febbre a 38 e mezzo e la nausea, come se avessimo avuto un’ intossicazione. Ma non avevamo mangiato nulla. La piccola di 19 mesi non riusciva a respirare. Già due anni fa, mio marito e mio figlio nella stessa località balneare avevano manifestato gli stessi sintomi. Perciò mi chiedo: in questi due anni che provvedimenti hanno preso le autorità competenti per salvaguardare la salute pubblica?». Tra Capaci e Isola delle Femmine, però, sembra che le febbri portate da quelle due giornate di maestrale siano ormai lontane come il vento. «Ho avuto solo un po’ di faringite – dice Carlo Schillaci, titolare di un chiosco bar – ora non ho più sintomi». Tra i gestori di lidi, a Capaci, c’ è chi ha chiamato l’ Arpa per sapere cosa fare. Francesco Galante è uno di loro: «Anch’ io ho avuto l’ asma domenica, poi è passato. I tecnici dell’ Arpa mi hanno detto che sul divieto di balneazione deve decidere l’ Ausl». Ieri pomeriggio gli uffici dell’ Ausl 6 erano chiusi. A rispondere è l’ ufficio stampa: «Sui divieti di balneazione devono decidere i Comuni». Ma i Comuni di Capaci e Isola delle Femmine per ora non si pronunciano. «Aspettiamo che l’ Arpa faccia altre analisi – dice Gaspare Portobello, sindaco di Isola delle Femmine – anche perché di casi alla guardia medica non ce ne sono stati più». –
 
 
 
 
 
 

Mare malato, Sicilia indifesa

 

Repubblica — 15 luglio 2006 pagina 2 sezione: PALERMO

 
I CAMPIONI prelevati nell’ aria, lungo la spiaggia di Isola delle Femmine, ieri non hanno più registrato la presenza dell’ alga tossica Ostreopsis ovata, pericolosa se inalata. Sabato e domenica scorsa diverse persone avevano accusato disturbi respiratori. Cessato il maestrale, i timori per la salute dei bagnanti con l’ arrivo dello scirocco sono momentaneamente archiviati, ma l’ allarme resta alto. E non solo a Isola. Ad Aspra, dove l’ anno scorso la microalga velenosa aveva invaso il litorale, si teme che con l’ arrivo del maestrale e delle prime mareggiate, le alghe possano essere di nuovo trasportate a galla. Un rischio che investe anche Santa Flavia e Altavilla. Alghe, chiazze di petrolio, scarichi industriali, fogne minacciano sempre più le coste. E sono in tanti a dire che i controlli sporadici, i provvedimenti isolati di un Comune, non bastano più. Il mare di casa nostra richiede un monitoraggio costante, affidato a pool di veri esperti. Anche se l’ Arpa, l’ Agenzia regionale per l’ ambiente, non ha riscontrato la presenza nell’ aria di agenti tossici, Legambiente ha chiesto al Comune di Isola di imporre comunque nel lungomare il divieto di balneazione: «Non bastano i cartelli che segnalano la presenza dell’ Ostreopsis. Il sindaco non può sottovalutare la delicatezza della situazione, ingenerando equivoci e confusioni alla popolazione», sostiene l’ associazione ambientalista. Nello stesso tratto di costa, all’ altezza dello svincolo di Carini, in località Ciachea, i pescatori che calano le reti al pomeriggio e all’ alba le ritirano, segnalano la presenza di sostanze inquinanti nell’ acqua, provenienti da qualche scarico industriale allacciato alla condotta. «Quando tiriamo le reti, le nostre braccia si riempiono di chiazze rosse», denunciano. Un rigoroso monitoraggio sulle spiagge da San Vito a Isola e più vigilanza sugli scarichi produttivi è quello che chiede Salvino Caputo, deputato regionale di An, in un’ interrogazione. «Non è possibile – denuncia – che splendide coste presentino già gravissimi fenomeni di inquinamento». Sollecita l’ istituzione di «stazioni di controllo» un’ esperta come Rosalba Leone, docente di Biologia delle alghe a Scienze: «L’ interazione di diversi fattori climatici e fisiologici, come l’ eutrofizzazione e la famosa tropicalizzazione delle nostre acque, sta determinando la proliferazione di queste alghe. Sarebbe opportuno finanziare a livello nazionale ricerche per seguire l’ evoluzione del fenomeno nei siti segnalati, in Sicilia come a Genova e in Toscana. E servirebbe anche un coordinamento del settore, che al momento non esiste». Franco Andaloro, biologo dell’ Icram, che coordina un gruppo di trenta esperti di “specie aliene” del mare, da tempo segue l’ espansione di questa minacciosa alga, causa – se respirata – di diverse patologie, dalla nausea all’ emicrania, a problemi intestinali. Un’ alga penetrata in Italia dieci anni fa assieme all’ acqua di zavorra trasportata dalle navi. Uno dei punti di osservazione è in Sicilia: «Dal 2000 – spiega Andaloro – abbiamo in corso questo lavoro. Operiamo nei due porti di Milazzo e di Trieste, abbiamo promosso l’ applicazione di un protocollo internazionale per studiare l’ impatto delle acque di zavorra sulla biodiversità. Non bisogna creare però allarmi isterici. Il problema va monitorato con grande attenzione per i danni alla salute». Per Silvano Riggio, docente di Ecologia, «per tenere sotto controllo fenomeni nuovi, come queste alghe che stanno sul fondo in stato di quiescenza e al momento favorevole si moltiplicano come un cancro, non basta Goletta verde, che ringraziamo, ma servono strutture agili e specializzate, capaci di disinnescare in tempo bombe del genere prima che esplodano». è l’ auspicio di Giovanni Granata, consulente per l’ ambiente del Comune di Bagheria: «Ad Aspra ci aspettiamo che possa verificarsi lo stesso problema di un anno fa. Chiediamo controlli continui». – ANTONELLA ROMANO
 
 
 

la manifestazione

 

Repubblica — 22 luglio 2006 pagina 5 sezione: PALERMO

 
Una marcia di protesta contro l’ inquinamento del mare, una petizione per conoscere i risultati delle analisi effettuate dall’ Arpa. L’ iniziativa, organizzata dai Verdi, partirà dalla riserva di Isola delle Femmine, oggi alle 10, e si concluderà nella spiaggia del Saracen. Dopo l’ allarme dei giorni scorsi, provocato dalla scoperta dell’ alga rossa nel mare di Isola, gli ambientalisti scendono in campo per chiedere un’ ulteriore azione di monitoraggio della zona e la verifica delle cause degli alti livelli di inquinamento del mare. «è ora di farla finita – sostiene Massimo Fundarò, deputato nazionale e segretario siciliano dei Verdi – il mare è una ricchezza che appartiene a tutti, e abbiamo il dovere di proteggerlo». Sempre sul fronte dell’ inquinamento oggi manifesterà anche il comitato “Isola pulita” distribuendo volantini: «Nella cava di Raffo Rosso viene depositato del carbone utilizzato dalla cementeria – dice Giuseppe Ciampolillo, presidente del comitato – Noi riteniamo non sia stato impermeabilizzato a dovere e vorremmo conoscere bene i risultati dei sopralluoghi. In questo modo si arrecano danni al terreno ma anche alle falde acquifere». – a. f.
 
 
 
 
Isola e Capaci, torna l’ allarme alga sedici intossicati alla guardia medica

Repubblica — 27 agosto 2006 pagina 4 sezione: PALERMO

 
Torna l’ alga rossa a Isola delle Femmine e Capaci. Quindici casi sono stati refertati soltanto dalla guardia medica di Isola, mentre un caso è stato segnalato a Capaci. Febbre, tosse e problemi respiratori i sintomi più comuni: «Ho cominciato a star male già questa mattina ed ero arrivata da circa due ore sulla spiaggia di Capaci, avevo però notato che l’ acqua aveva un colore strano, più scuro del solito – racconta Angela Terrazzini – Le mie amiche hanno avvertito gli stessi sintomi ma inizialmente abbiamo creduto che si trattasse di un banale raffreddore. Poi la situazione è peggiorata e intorno alle 16 siamo andati alla guardia medica di Isola delle Femmine. Alle mie due amiche hanno fatto iniezioni di Bentelan. Io, credendo di star meglio, non ho preso nulla. In serata mi è venuta la febbre a 38». L’ alga tossica non ha invaso soltanto il litorale di Capaci ma anche quello di Isola delle Femmine e ieri sono stati in quindici a dover andare alla guardia medica di Isola delle Femmine. In molti hanno deciso comunque di abbandonare la spiaggia: «In serata ho visitato sei persone – dice Lorenzo Baiamonte, medico di turno della guardia medica di Isola – I sintomi sono sempre gli stessi, ma adesso la gente non li confonde più con quelli influenzali, e viene da noi perché capisce che serve il cortisone». Già oggi il sindaco di Isola Gaspare Portobello invierà la richiesta all’ Arpa per nuovi prelievi: «Sono stato immediatamente avvertito dei nuovi casi, domani (oggi, ndr) chiederò all’ Agenzia per la protezione ambientale di effettuare nuovi campionamenti, dobbiamo risolvere questo problema che sta danneggiando i commercianti locali e compromettendo la stagione balneare» Questo è il secondo caso della stagione a Isola delle Femmine. L’ allarme alga tossica era già scattato a metà luglio quando decine di residenti e bagnanti hanno segnalato di avere malori dopo essersi fatti il bagno nel mare di Isola. Il 18 luglio l’ Arpa ha svolto delle analisi e si è scoperto che si trattava di Ostreopsis, una microalga di origine tropicale. La stessa alga è stata trovata anche nelle coste di Carini e Capaci tra luglio e agosto. A fine luglio lo stesso problema si è verificato anche Bagheria. Dopo gli ennesimi controlli dell’ Arpa, che hanno confermato a presenza dell’ alga tossica, il sindaco di Bagheria ha emesso un divieto di balneazione lungo il litorale di Aspra. Nessun divieto invece a Isola e Capaci dove alcuni commercianti avevano lamentato un calo negli affari dopo l’ allarme. a. f.
 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00296

Seduta di annuncio: 18 del 13/07/2006

 

Primo firmatario:RUSSO SPENA GIOVANNI

Gruppo: RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA

Data firma: 13/07/2006

 

 

Ministero destinatario:

● MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

Atto Senato

 

Interrogazione a risposta scritta 4-00296

presentata da

GIOVANNI RUSSO SPENA

giovedì 13 luglio 2006 nella seduta n.018

RUSSO SPENA – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio – Premesso che:

tra il pomeriggio dell’8 luglio e la mattina del 9 luglio 2006 ad Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, almeno una quarantina di persone sono state costrette a ricorrere a cure mediche presso le locali strutture sanitarie del palermitano;

i sintomi accusati con più frequenza sono stati: dermatite diffusa in tutto il corpo, congiuntivite allergica accompagnata da vistosi arrossamenti agli occhi, crisi di lacrimazione e prurito oculare, gastroenterite con gravi crisi di vomito ed acuto male allo stomaco, rinite, mal di testa e sintomi di allergia;

nella maggior parte dei casi è stata prescritta la somministrazione di Bentelan;

varie sono le ipotesi che possono aver originato questa emergenza sanitaria: le testimonianze dei cittadini coinvolti riferiscono l’avvistamento di una nave cargo che sostava nei pressi dell’isolotto di Isola; nella mattinata di sabato erano presenti in mare chiazze di alghe rosse; è stato ipotizzato, inoltre, un eventuale scarico a mare di sostanze inquinanti;

in spiaggia molti cittadini sostenevano la possibile presenza di una nube tossica;

nei pressi di Isola delle Femmine è situata una fabbrica della Italcementi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire presso la locale Capitaneria di porto affinché si rendano pubbliche le analisi sui campioni d’acqua prelevati;

se non reputi opportuno che siano resi pubblici i dati dall’ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) relativi all’inquinamento della zona e quelli riguardanti le rilevazioni delle emissioni della Italcementi;

se corrisponda al vero che le autorità sanitarie abbiano informato i Carabinieri dei fatti e, se sì, con quali esiti;

quali provvedimenti intenda intraprendere per tutelare la salute dei cittadini e per preservare l’ambiente di Isola delle Femmine.

(4-00296)

 

Atto Senato

 

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 012

all’Interrogazione 4-00296 presentata da

RUSSO SPENA

Risposta. In merito a quanto indicato nell’interrogazione di cui all’oggetto, concernente la presenza di sostanze inquinanti nel mare dell’Isola delle Femmine che ha provocato problemi di salute a diverse persone che sono state costrette a ricorrere a cure mediche, si fa innanzitutto presente che nessuna informativa ufficiale circa un eventuale inquinamento della zona di mare segnalata non è mai pervenuta alla Direzione protezione della natura di questo Ministero, né è stata mai segnalata una situazione di emergenza tale da giustificare l’avvio di una apposita campagna di monitoraggio ambientale delle aree in questione.

Si rappresenta, altresì, che a seguito delle notizie stampa inerenti le segnalazioni di disturbi respiratori di diversi bagnanti verificatisi, in data 8 e 9 luglio 2006, nel litorale di Capaci Isola delle Femmine, ed alle comunicazioni avute dai Vigili del fuoco e dalla Capitaneria di Porto di Palermo, l’ARPA Sicilia ha avviato una serie di controlli mirati a caratterizzare gli aspetti ambientali collegati all’evento.

L’Agenzia ha già analizzato i campioni prelevati dalla Capitaneria di Porto di Palermo su quattro punti del litorale di Capaci Isola delle Femmine, riscontrando la presenza della microalga Ostreopsis ovata.

Al fine di approfondire l’evento e confermare, quantificandone il livello, la presenza di tale alga, in data 11 luglio 2006 operato dell’ARPA hanno eseguito una serie di campionamenti nel litorale in oggetto e, precisamente:

campionamenti (acqua, sedimento e alghe bentoniche) posizionati lungo 4 transetti costa-largo a partire dal Lido delle Poste, Lido Tropical, Lido Sirenetta e Solarium. Le stazioni di campionamento più vicine alla linea di costa corrispondono a quelle indicate dalla Capitaneria di Porto; le stazioni al largo distano circa 200 metri dalla linea di costa. In totale sono stati prelevati 10 campioni di acqua per analisi quali-quantitativa del fitoplancton; 8 campioni per la determinazione dei principali nutrienti e per i test di tossicità. Inoltre, sono stati registrati parametri chimico-fisici (clorofilla a, temperatura, pH, salinità, ossigeno disciolto) nella colonna d’acqua.

Campionamenti dia aria tramite canister (un campione adiacente ed uno all’interno del lido Tropical).

Durante la fase di campionamento non sono state riscontrate presenze di chiazze di idrocarburi, inoltre la trasparenza rilevata era buona.

Le analisi sono state principalmente finalizzate alla ricerca di Ostreopsis ovata (Dinophiceae), un’alga unicellulare delle dinoflagellate, la cui presenza massiccia è stata più volte riportata in letteratura concomitante con il manifestarsi di sintomatologie come quelle segnalate. Sono stati prelevati, infatti, in immersione e con Benna di tipo Van Veen, campioni di sedimento di macroalghe bentoniche sulle quali abitualmente l’Ostreopsis vive adesa.

Sulle macroalghe è stata verificata una massiccia presenza di Ostreopsis ovata; sui campioni d’acqua presso la linea di costa si è rilevata una concentrazione tra le 8.000 e le 10.000 cell/L; inoltre, è stata rilevata la presenza di un altro dinoflagellato (Gymnodinium sp.) che raggiunge densità di 50.000 cell/L. Nei campioni prelevati al largo della costa la densità fitoplanctonica generale è risultata notevolmente inferiore e nessun campione presentava l’Ostreopsis ovata.

È stato eseguito il test di tossicità acuta su Vibrio fischieri che ha rilevato un effetto debolmente tossico in quei campioni di sedimento prelevati in aree dove la densità di Ostreopsis ovata è risultata maggiore.

La presenza nel Mediterraneo dell’alga, di possibile origine tropicale, è accertata da un decennio nei nostri mari e nell’estate del 2005 e al stessa è stata correlata al manifestarsi di simili sintomi in diverse aree italiane.

L’elevata disponibilità di nutrienti, in particolare nitrati e fosfati in basse condizioni di idrodinamismo, insieme alla persistenza di una temperatura dell’acqua elevata, favoriscono la proliferazione di Ostreopsis ovata. È probabile che la tossina sia trasportata dal vento con l’aerosol marino, soprattutto quando le mareggiate provocano il distaccamento dal fondale delle microalghe ospite, che quindi si accumulano nella riva e con esse anche l’Ostreopsis ovata; in effetti, anche i sintomi accusati sul litorale di Capaci-Isole delle Femmine si sono manifestati in giornate con moto ondoso elevato.

Per quanto riguarda il programma di monitoraggio dell’ambiente marino costiero svolto dalla Direzione per la protezione della natura in collaborazione con le regioni interessate, l’Isola delle Femmine non rientra nelle aree sottoposte ad indagine nell’ambito del programma di monitoraggio 2001-2006; nelle vicinanze dell’area in questione esistono, invece, due punti di campionamento.

È da precisare, comunque, che nel periodo cui si riferisce l’interrogazione, il programma di monitoraggio non era in attività per mancanza di fondi e ciò ha determinato la sospensione del programma dal 31 marzo al 15 luglio 2006.

Infine, si rappresenta che la Direzione per la Salvaguardia Ambientale di questo Ministero, riguardo alla situazione segnalata di grave inquinamento ambientale e di rischio sanitario presumibilmente collegata alla emissioni prodotte dall’impianto Italcementi Spa, sito nell’Isola delle Femmine, ha invitato le autorità competenti a fornire le seguenti informazioni:

copia delle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e i limiti di emissione per cui lo stesso è autorizzato;

se in occasione dell’episodio segnalato nell’interrogazione siano stati effettuati appositi controlli volti ad accertare se si siano verificate emissioni di inquinanti ed eventualmente i relativi valori di concentrazione;

se siano state realizzate, nel periodo successivo all’incidente, specifiche campagne di rilevamento dei dati di qualità dell’aria in prossimità dell’impianto al fine di verificarne l’eventuale alterazione ed accertare le possibili implicazioni negative per la salute degli abitanti dell’isola;

l’attuale situazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria predisposta ai sensi del decreto legislativo n. 351/99;

se risultano superamenti degli standard di qualità dell’aria previsiti dal decreto legislativo n. 351/99 e dai successivi decreti attuativi;

gli eventuali procedimenti in atto in seguito agli esposti presentati dalle autorità sanitarie.

Il Ministro dell’ambiente e della tutela

del territorio e del mare

Pecoraro Scanio

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=1364&stile=6&highLight=1&paroleContenute=’INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA’

 

 

 

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