Italcementi, da lunedì stabilimento chiuso

Vibo Marina

Italcementi, da
lunedì  stabilimento chiuso

07/09/2012

Dipendenti
in cassa integrazione a zero ore e cancelli sbarrati sino al 17 quando saranno
richiamate 17 lunità e successivamente altre 14. Ieri riunione tra Rsu e Azienda
e nuovo incontro venerdì prossimo. I lavoratori: è la fine della storia
operaia.

Lunedì 10 settembre, comunque, il personale (82 lavoratori) sarà sospeso a
zero ore (cassa integrazione) e dallo stesso giorno il cementificio rimarrà
chiuso per una settimana. Riaprirà i cancelli da lunedì 17 settembre. Da questo
giorno a domenica 23 settembre, saranno chiamati 17 dipendenti i quali saranno
alle prese con la
spedizione di lavori finiti. Il tutto avverrà in un turno
giornaliero. In altre parole non è previsto alcun turno notturno. Di notte,
infatti, il cementificio rimarrà chiuso in quanto non vi sarà più il ciclo
continuo. Dal 24 settembre ai 17 lavoratori se ne aggiungeranno altri 14, per un
totale di 31 lavoratori che iniziano il turn-over. Gli elenchi dei nominativi
saranno, comunque, definiti nell’incontro in programma per venerdì prossimo 14
settembre, anche perché ci sono già alcuni lavoratori che accettano di rimanere
in cassa integrazione. E nell’incontro fra Rsu e Azienda in programma per
venerdì prossimo dovrebbe essere definito il programma dell’attività – nel senso
che per smaltire le scorte probabilmente si arriverà sino al prossimo mese di
marzo – nonchè la rotazione del personale.

http://www.gazzettadelsud.it/news/home/11749/Italcementi–da-lunedi—stabilimento-chiuso.html 

Il sindaco Mascia «Cementificio, pronti a ricorrere al Tar»

Nessun passo indietro per la giunta comunale dopo il parere
Arta favorevole al rinnovo dell’autorizzazione

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    di Melissa Di Sano

    PESCARA. «Abbiamo intrapreso una strada e la percorreremo fino in fondo». Il
    sindaco Luigi Albore Mascia è deciso a trovare una soluzione perché il
    cementificio di via Raiale smetta di riversare fumi e polveri sugli abitanti di
    Pescara e non solo.
    Dopo la presa di posizione della giunta comunale che ha espresso formale
    parere negativo al rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) allo
    stabilimento industriale, le prime indiscrezioni sull’esito della conferenza dei
    servizi, che dovrà decidere sul caso, parlano di una relazione dell’Arta
    favorevole al rinnovo dell’autorizzazione. Ma il sindaco non ci sta. «Non
    retrocediamo di un metro», afferma Mascia, «per la salute dei cittadini è
    impensabile continuare ad avere un cementificio nel tessuto urbano. È ora di
    dire basta, e se la conferenza dei servizi darà parere positivo, ricorreremo al
    tribunale amministrativo».
    Da quando l’impianto industriale si è insediato su via Raiale sono passati
    più di 50 anni, e le condizioni sono cambiate a tal punto che lo stesso
    Franco Gerardini, responsabile del procedimento regionale per
    l’autorizzazione, ha dichiarato che «la presenza del cementificio è
    incompatibile col tessuto urbano», ciò nonostante, «se rispetta le norme sulle
    emissioni nell’aria, l’autorizzazione all’esercizio va rinnovata». Un caso che
    accende l’attenzione dell’intera cittadinanza, che da anni chiede la
    delocalizzazione del sito industriale, le cui polveri ricadono anche su
    Spoltore.
    Il colosso industriale, di proprietà della romana Sacci spa, questa volta non
    si è limitato a chiedere il rinnovo dell’autorizzazione di esercizio (che scade
    ogni 5 anni), ma ha anche richiesto una modifica. Si tratta della possibilità di
    bruciare, oltre ai rifiuti “non pericolosi”, anche quelli appartenenti alla
    categoria “pericolosi”. Per l’Arta si tratterebbe di «modifiche non
    sostanziali», quindi accettabili.
    Sale così, tra i cittadini della zona, la paura e l’esasperazione per una
    condizione che soffrono da tempo. E sale anche la polemica politica.
    Dopo le dichiarazioni del Pd, secondo cui «nel 2007, con la giunta D’Alfonso,
    l’argomento delocalizzazione viene inserito in un documento a firma congiunta
    tra le parti», arriva la risposta dell’assessore all’Ambiente Isabella Del
    Trecco e del capogruppo Pdl Armando Foschi. «Il Pd ha perso la
    memoria, che provvediamo subito a rinfrescare tirando fuori vecchi accordi e
    documenti», affermano, «l’8 maggio 2007, l’ex amministrazione di centrosinistra
    stipulò un accordo con l’azienda La Farge Adriasebina, ex proprietaria dello
    stabilimento, con la quale ha impegnato l’azienda stessa a versare al Comune
    150mila euro l’anno per 15 anni, un accordo nel quale la vecchia amministrazione
    prendeva atto “degli effetti favorevoli della vasta integrazione dello
    stabilimento industriale, nonché del valore occupazionale, generato da attività
    e presenza della La Farge”, considerandoli “utili per il tessuto sociale della
    città in quanto contribuiscono allo sviluppo di vasta area, nonché patrimonio
    relazionale da valorizzare”. Il Pd e la vecchia amministrazione non hanno mai
    tentato di delocalizzare lo stabilimento dalla città, anzi si sono espressi a
    favore della sua permanenza nel territorio, tanto da aver dato parere favorevole
    al precedente rinnovo dell’autorizzazione».

    http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2012/09/07/news/il-sindaco-mascia-cementificio-pronti-a-ricorrere-al-tar-1.5659330 



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