RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E DECRETOPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E DECRETOPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE  (PDF)

 

 

 

IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Considerato che nel comune di Isola delle Femmine (Palermo)  gli organi   elettivi   sono   stati   rinnovati   nelle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009;
  Considerato che dall’esito di approfonditi accertamenti sono emersi collegamenti diretti ed indiretti tra componenti del  consesso  e  la criminalita’ organizzata locale;
  Ritenuto che la permeabilita’ dell’ente ai condizionamenti 
esterni della criminalita’  organizzata  arreca  grave 
pregiudizio  per  gli interessi della collettivita’ e determina
lo svilimento e la  perdita di credibilita’ dell’istituzione locale;
  Ritenuto che, al fine di porre rimedio  alla  situazione 
di  grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale di  Isola delle Femmine, si rende necessario far luogo  allo  scioglimento  del consiglio comunale e disporre il  conseguente commissariamento,  per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l’interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell’ente locale;
  Visto l’art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
  Vista la proposta del Ministro dell’interno, la  cui  relazione  e’ allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella riunione del 9 novembre 2012 alla quale e’ stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;
                              Decreta:
                              
Art. 1 
  Il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)  e'  sciolto per la durata di diciotto mesi.                         
Art. 2
  La gestione  del  comune  di  Isola  delle  Femmine 
(Palermo),  e 
affidata alla commissione straordinaria composta da:
    dott. Vincenzo Covato – viceprefetto a riposo;
    dott.ssa Matilde Mule’ – viceprefetto aggiunto;
     dott. Guglielmo Trovato – dirigente di II fascia.            
Art. 3 
 
  La commissione straordinaria per la  gestione  dell'ente  esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari  a  norma  di  legge,  le attribuzioni spettanti al  consiglio  comunale,  alla  giunta  ed  al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle  medesime cariche. 
    Dato a Roma, addi' 12 novembre 2012 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                Monti, Presidente del  Consiglio  dei
                                Ministri 
                                Cancellieri, Ministro dell'interno 
 
Registrato alla Corte dei conti il 16 novembre 2012 
Registro n. 7, interno foglio n. 185 

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-11-29&task=dettaglio&numgu=279&redaz=12A12433&tmstp=1354221071377


ERA IL 26 APRILE DI QUESTO ANNO  QUANDO LUI DICHIARA 

CHE…


 

3) Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello (scarica in pdf) 

5) SCIOLTO
PER INFILTRAZIONI MAFIOSE IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
 
(scarica in pdf) 

6) “S” maggio 2012 L’ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO (scarica in pdf) 

  

Tutti i comuni commissariati: ecco la mappa

La legge che permette al ministro dell’Interno di sospendere gli 
amministratori sospettati di collusioni mafiose è stata introdotta nel ’91. 
Da allora i comuni commissariati sono stati 170, per 211 volte. Infatti, 
alcuni consigli comunali sono stati azzerati per mafia più di una volta. 
In rosso i comuni sciolti per mafia una sola volta, in blu quelli commissariati 
per due volte, in giallo gli enti azzerati per tre volte.
(Fonte: ministero dell’Interno)

Tutti i comuni commissariati: ecco la mappa

 
Al 27 novembre 2012, gli enti senza sindaco in Italia sono 137.
Di questi, 30 sono stati sciolti per mafia e 46 per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri. In rosso i comuni sciolti per mafia, in viola per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, in blu per le dimissioni del sindaco, in giallo per altri motivi.

L’elenco è stato ottenuto incrociando i dati forniti dal Viminale con quelli dell’Ancitel.

zoom mappa in altra pagina

L’ultimo caso è Catanzaro, dove il Tar ha invalidato il voto. Ma tra gli enti senza sindaco, 46 sono stati sciolti perché la maggioranza dei consiglieri ha lasciato l’incarico, 30 per infiltrazioni della criminalità organizzata. GUARDA LA MAPPA 
 
di Valeria Valeriano


L’ultimo caso è quello di Catanzaro. Il comune calabrese è stato sciolto dopo che il Tar ha invalidato il voto in 8 sezioni e dichiarato nullo il verbale di proclamazione del sindaco. Per traghettare la città fino alle prossime elezioni, il 20 e 21 gennaio, è stata scelta Silvana Riccio, 56 anni, ex direttore generale del Comune di Napoli rimossa pochi giorni fa dal sindaco Luigi de Magistris. Per la seconda volta in dieci mesi, nel capoluogo di regione arriva un commissario.
In tutto, in Italia, sono oltre un centinaio i consigli comunali in amministrazione straordinaria. Il dato lo si ricava incrociando due liste: quella fornita dal Viminale e quella pubblicata da Ancitel sul sito internet Comuniverso.it (GUARDA LA MAPPA). Dei 137 comuni commissariati, 30 sono stati sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata. Uno degli ultimi casi ha fatto più scalpore degli altri. A essere sciolto per “contiguità mafiosa” è stato, per la prima volta, un capoluogo di provincia: Reggio Calabria.

 

 



I motivi – Scorrendo la lista, il motivo del commissariamento che ricorre più di frequente è “dimissioni della maggioranza dei consiglieri“: 46 comuni su 137 sono stati sciolti perché la metà più uno dei membri ha lasciato il consiglio. Le statistiche, però, non dicono tutto. Il passo indietro dei consiglieri, infatti, può essere dettato da vari motivi. Politici, ma non solo. Nel marzo del 2011, ad esempio, 14 membri del consiglio comunale di Buccinasco, la cittadina in provincia di Milano definita tra le polemiche “la Platì del nord“, lasciarono dopo che il sindaco finì in manette per un presunto giro di tangenti. Seguono, tra le ragioni dell’amministrazione straordinaria, le dimissioni del sindaco (32 comuni), l’infiltrazione di tipo mafioso (30), il decesso del primo cittadino (12), l’annullamento delle operazioni elettorali (7), l’approvazione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco (4), la sua ineleggibilità (2). 

 

 

Quattro comuni, infine, risultano commissariati rispettivamente per impossibilità di surroga dei consiglieri dimissionari, mancato raggiungimento del numero minimo di votanti, decadenza del sindaco per elezione ad altro incarico, sostituzione del commissario straordinario nominato in precedenza.

 

 

 

 

Infiltrazioni mafiose – Tra i 30 comuni attualmente sciolti per mafia, 14 si trovano in Calabria (in totale nella regione i paesi commissariati sono 20). In Campania, invece, su 29 comuni in amministrazione straordinaria, 6 lo sono per infiltrazioni mafiose. In Sicilia la proporzione è 6 su 13. Ma lo scioglimento per mafia non è un fenomeno che riguarda solo il Sud: sono commissariati per questo motivo anche Bordighera eVentimiglia, in Liguria, Rivarolo Canavese e Leinì, in Piemonte. E le infiltrazioni della criminalità organizzata nei municipi del nord non sono iniziate di recente: il primo caso risale al maggio del 1995, quando fu sciolto per questo motivo il comune piemontese di Bardonecchia. Nel 2005 toccò anche al Lazio e sotto commissariamento finì Nettuno.  

 

 

 

 

I numeri – La legge che permette al ministro dell’Interno di sospendere gli amministratori sospettati di collusioni mafiose è stata introdotta nel 1991. Da allora i comuni sciolti sono stati 170, per 211 volte (GUARDA LA MAPPA). 

 

 

Questo vuol dire che alcuni consigli comunali sono stati azzerati per mafia più di una volta. In particolare, 33 amministrazioni sono state commissariate per due volte, quattro (Casal di Principe, Casapesenna, Misilmeri e Roccaforte del Greco) per tre volte. La maglia nera va alla provincia di Napoli, dove i comuni sciolti almeno una volta sono stati 35. Secondo posto per Reggio Calabria, 28, e terzo per Caserta, 19. Ai piedi del podio si piazza Palermo (18). 

 

 

La legge del ’91 fu applicata per la prima volta nell’agosto di quell’anno per commissariare Taurianova, centro in provincia di Reggio Calabria. Ad accelerare il varo della normativa fu proprio la faida che da anni insanguinava la cittadina della piana di Gioia Tauro. Il comune di Taurianova è stato sciolto di nuovo nel 2009. Ora, a distanza di oltre vent’anni dal primo commissariamento, con alla guida lo stesso sindaco del secondo, rischia ancora: lo scorso settembre si è insediata la terza commissione d’accesso antimafia.
 

SCIOGLIMENTO COMUNE REGGIO CALABRIA RELAZIONE COMMISSIONE ACCESSO AGLI ATTI

RELAZIONE PREFETTIZIA DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE 






 
 

 

 

 







 

 

 

2) Sono
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4) SCIOLTO
PER INFILTRAZIONI MAFIOSE IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
 
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5) “S”
maggio 2012 L’ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO
 
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